“Rizzoli”, quando la visita di controllo all’ambulatorio di chirurgia è irragiungibile

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Foto Qui Ischia

E’ un processo lento, tanto da risultare difficilmente percepibile al di fuori, a meno che non se ne sia dovuta fare direttamente esperienza. Continua a camminare indietro come un gambero la qualità dell’assistenza sanitaria sulla nostra isola, con buona pace di chi in tutti questi mesi e ancora oggi si è impegnato al massimo per  farci credere il contrario. Compresi alcuni tra quelli che avrebbero potuto adoperarsi seriamente  per cercare di venire a capo di qualcuno dei problemi che rendono la vita difficile agli ischitani, quando hanno bisogno di accedere a cure mediche. Che poi è quando si accorgono che, sulla loro pelle, la sanità pubblica è stata ridotta al lumicino, soprattutto in ospedale, dove a moltiplicarsi non sono né i i metri quadri né il numero degli operatori, come sarebbe necessario e urgente, ma solo le sottrazioni di servizi e prestazioni.

Pochi giorni fa, un signore isolano che soffriva di un ascesso cutaneo piuttosto grande sulla schiena, si è rivolto al Pronto Soccorso del “Rizzoli”, dove ha subito il piccolo intervento ambulatoriale previsto in questi casi e ha ricevuto tutte le cure necessarie. Nel congedarlo con le prescrizioni dovute, i sanitari gli hanno raccomandato di farsi controllare di lì a qualche giorno dal CHRURGO. Il riferimento ovvio era all’ambulatorio chirurgico del presidio lacchese. Il passo successivo non poteva che essere la prenotazione della visita specialistica. Ma grande è stata la sorpresa quando, nel fissare la data, si sono sentiti dare APPUNTAMENTO al mese di LUGLIO!

Una scadenza troppo lontana, inutile per l’esigenza dell’uomo, a cui non è rimasta altra alternativa che rinunciare a tornare in via Fundera e rivolgersi ad un AMBULATORIO PRIVATO per farsi controllare nei tempi stabiliti. “Ho pagato e risolto il problema — la sua amara conclusione – Per fortuna me lo sono potuto permettere. Ma se non ne avessi avuto la possibilità, e c’è chi non ce l’ha dal punto di vista economico, sarei rimasto senza il controllo specialistico di cui avevo bisogno e con un appuntamento in ospedale del tutto inutile rispetto a quanto loro stessi mi avevano raccomandato”.

Un episodio esemplare delle gravi ricadute prodotte dalla perdurante carenza di personale del “Rizzoli”, che riguarda, chi più chi meno, tutti i reparti. E, a quanto pare, anche per la Chirurgia non mancano i problemi, se i TEMPI DI ATTESA delle visite sono così LUNGHI da indurre l’utenza a doversi rivolgere a strutture private. Ma questa tempistica diventa inaccettabile quando, come in questo caso, si tratta di visite prescritte al Pronto soccorso della stessa struttura, come controllo di interventi di emergenza.

Possibile che non si riesca a riservare uno spazio apposito, tra le visite programmate, a quei pazienti, fissando un appuntamento nei tempi utili e appropriati già nel momento in cui vengono congedati dal Pronto Soccorso con la prescrizione di una visita di controllo?

E’ evidente, al di là dei vuoti in organico, che qualcosa NON QUADRA dal punto di vista dell’ORGANIZZAZIONE delle attività ospedaliere, da un reparto all’altro o dal Pronto soccorso agli ambulatori specialistici.

Non è accettabile che si lasci, alla fine, un LAVORO A META’, perchè non si riesce a garantire all’utenza un corretto percorso post intervento di emergenza. A maggior ragione, considerando che quello è l’unico presidio dell’isola e che deve, quindi, garantire le prestazioni fondamentali in loco.

Se si trovano il tempo e il personale per praticare interventi di chirurgia bariatrica anche su pazienti forestieri (e senza alcun vantaggio economico per il “Rizzoli”), SI DEVE FAR FUNZIONARE PRIMA ADEGUATAMENTE L’AMBULATORIO, senza tempi di attesa biblici in generale e garantendo una doverosa “corsia preferenziale” a chi è già stato trattato in Pronto soccorso con piccoli interventi chirurgici di emergenza. Se le risorse sono scarse come in questo caso, vanno usate e gestite nel modo più efficiente possibile, concentrando le forze disponibili sulle prestazioni prioritarie per un PRONTO SOCCORSO ATTIVO. Che non è proprio quello che sembra stia avvenendo al “Rizzoli”…

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